Nido di luce – Un’opera di Francesca Mazzotta per il Museo a cielo aperto
Tra i progetti selezionati all’interno delle attività promosse dal professor Dario Giancane con lɜ studentɜ del corso di Tecnologie dei nuovi materiali dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, il Nido di Luce si distingue come gesto poetico, simbolico e rigenerativo.
Concepito da Francesca Mazzotta, il progetto nasce per essere accolto nel paesaggio dell’ex cava che ospita il Museo Materdomini. Si presenta come una struttura immersiva e organica, ispirata alle architetture della natura: un rifugio in forma di grande bozzolo intrecciato, che accoglie persone, luce, suoni e persino insetti impollinatori.
Il nido non è solo uno spazio fisico, ma un’esperienza sensoriale e simbolica. È protezione, trasformazione, ascolto interiore. Invita alla sosta e alla contemplazione, favorendo un ritorno alla dimensione più profonda dell’essere umano e del suo legame con la terra.
La luce, filtrando tra i rami intrecciati, pulsa come un respiro. Il suono – acqua, vento, battiti – guida il visitatore in un paesaggio interiore. L’opera evolve con il tempo: accoglie vegetazione spontanea, dialoga con le stagioni, si lascia trasformare.
Costruito con materiali naturali e di recupero, il Nido di Luce è alimentato da energia solare e progettato per essere biodegradabile, partecipe della vita del luogo. Intorno ad esso si sviluppa un percorso esperienziale – Eco-Risonanze – segnato da archi scultorei, luci discrete e soglie simboliche. Un cammino che prepara, accompagna e amplifica l’incontro con l’opera.
Il Nido di Luce non è pensato per durare in eterno, ma per trasformarsi, integrarsi, dissolversi nel paesaggio. In questo suo farsi e disfarsi, restituisce senso, respiro e cura al territorio che lo accoglie.
📍 Progetto selezionato tra le proposte presentate durante le lezioni a cielo aperto dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, A.A. 2024/25
🎓 Studentessa: Francesca Mazzotta
🎓 Corso: Tecnologie dei nuovi materiali
👤 Docente: Prof. Dario Giancane