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La casa affiora nasce da una memoria familiare legata a Materdomini.

Per ricostruire il motivo decorativo delle maioliche presenti nella cucina dei nonni, Angelo De Lorenzo recupera alcune fotografie in cui quel disegno sopravvive soltanto in frammenti, tra gli oggetti della vita quotidiana. Da questa testimonianza parziale prende forma l’opera.

Federica Milani ricompone il motivo e lo trasferisce su quattro nuove mattonelle, tracciandolo con macchina, ago e inchiostro secondo la pratica del tatuaggio.

La riproduzione non è meccanica: l’immagine attraversa la mano dell’artista e riemerge nel presente come segno vivo.

Protetti da resina epossidica e installati permanentemente sulla parete di tufo, i quattro elementi mettono in relazione due superfici: la parete della casa e quella aperta della cava.

Un’immagine appartenuta alla dimensione privata dell’abitare entra così nel paesaggio condiviso del Museo.

Accanto all’opera sono collocati tre frammenti di una delle mattonelle originali, ritrovata nei dintorni della cava. La loro presenza mantiene un legame materiale con la casa da cui proviene il motivo e rende visibile ciò che il tempo ne ha lasciato.

L’opera non si presenta come un restauro, né tenta di ricostruire un ambiente perduto. Ne riattiva una traccia, insieme alle distanze e alle lacune proprie del ricordo. La memoria familiare consegna l’immagine; il gesto di Federica le conferisce una forma nuova e autonoma.

La casa non viene ricostruita, ma affiora attraverso uno dei suoi motivi. Il tatuaggio offre all’immagine un nuovo corpo; la parete della cava, una nuova possibilità di abitare.

La casa affiora

Tatuaggio su pelle sintetica con rivestimento in resina.

Date08/2026ArtistFederica MilaniClassificationDecorazione / TattooDimensions42x42x1 cmShare